Si fa tanto parlare di questa fantomatica VPN, quasi fosse un fantasma che circola in rete o un’ombra nei nostri computer. In realtà cosa è e come funziona è abbastanza semplice. Proverò a spiegarlo con poche parole e comprensibili a tutti.

Cosa è un IP, per cominciare

Cominciamo a spiegare cosa è un IP. Quando hai stipulato un contratto con un provider (il fornitore del servizio internet per intenderci), per avere l’ADSL a casa tua (o anche il cellulare), hai dovuto fornire parecchi dati personali.

Il collegamento alla rete pertanto lo effettuerai attraverso questo provider (Wind, Fastweb, Tim, Vodafone, ecc.). Nel momento in cui sei in rete ti verrà assegnato un IP (Internet Protocol), ovvero un vero e proprio indirizzo attraverso il quale sei identificabile. Questo IP è formato da un numero univoco.

Senza entrare troppo nello specifico, posso dire che è una sorta di “indirizzo di casa tua”. Il provider sa perciò che, in quel momento, sei collegato alla rete. Se navighi su siti di dubbia fama potresti essere individuato (magari dalla Polizia Postale). Durante la tua navigazione, la trasmissione dei tuoi dati può sempre essere intercettata. Se a questa ci associ anche il “tuo indirizzo” allora il gioco è fatto. Ti verranno a prendere direttamente a casa tua senza passare per il via!

Come possiamo nascondere il nostro “indirizzo” e perché dovremmo farlo?

Alcuni siti impediscono l’accesso se la richiesta viene da un paese straniero. L’uso della VPN scavalca questa limitazione. Di contro, alcuni siti non consentono l’accesso se è attivata una VPN. Di volta in volta dovrai regolarti su quello che è meglio fare e su quello che il sito ti mostra.

Stabilito quali sono le tue necessità, o se per motivi personali vuoi navigare in totale anonimato, la VPN rappresenta una soluzione pratica. (Un’altra è l’impiego di WARP).

Esempio banale ma semplice

Facciamo un esempio banale ma esplicativo su come funziona la VPN.

Quando guidi la tua auto sei facilmente identificabile tramite il numero di targa (una sorta di indirizzo IP). Ora supponiamo che ti appresti ad effettuare una rapina in banca usando la tua auto. Dopo pochi minuti ti verranno a prendere a casa! E se invece della tua targa ce ne monti una, per esempio, di un cittadino cinese? Non ti prenderanno mai perché non possono risalire al proprietario dell’auto.

Con la targa può essere facile, ma come nascondo il mio IP?

Supponiamo ora di collegarci con un server a caso in giro per il mondo e, previo reciproco accordo, criptare (una sorta di magia!) tutti i dati in entrata e in uscita.

Avendo soltanto noi due le chiavi di decriptazione, nessuno potrà leggere i dati in transito. In questo modo però il nostro provider, conoscendo l’IP, sa a chi siamo collegati ma non può sapere cosa ci stiamo “dicendo”. Se ora inizio la mia navigazione attraverso questo server remoto usando il suo IP, non possiamo essere individuati. Riassumendo, navigo criptato fino al server remoto e poi normalmente attraverso il suo IP, verso la rete. E’ chiaro che l’IP non rappresenterà nulla se la navigazione in chiaro, a partire da quel server in poi, venisse intercettata. Nessuno potrebbe risalire a nient’altro che a un server in qualche parte del mondo. In pratica il tuo “indirizzo” non comparirà mai durante tutta la navigazione che farai da quel server in poi. E nessuno potrà mai sapere cosa ti sei “detto” con quel server.

Questo in pratica è quello che fa un servizio VPN. VPN significa Virtual Private Network. Il nome potrebbe non significare nulla e perciò lascialo perdere.

Quello che fa lo vediamo con un’ altro esempio pratico.

Installiamo una VPN dopo averne scaricato il programma. Avviandolo mi darà la possibilità di scegliere, in modo automatico o manuale, il server che fornisce il servizio in giro per il mondo (ce ne possono essere decine). Supponiamo di aver individuato Tokyo.

Una volta collegati con questo server i nostri dati saranno criptati in ingresso e in uscita usando una chiave condivisa (solo tra noi due). Nessuno perciò saprà quello che facciamo anche se il nostro provider sa (senza poter fare nulla) che ci siamo collegati con un server a Tokyo. Da Tokyo in poi inizieremo a navigare su internet, e l’unico IP che verrà mostrato è quello di Tokyo. Navigheremo pertanto in maniera completamente anonima senza che nessuno possa sapere a chi fare riferimento se i dati vengono intercettati.

Questo è quello che fa un programma VPN, raccontato in parole comprensibili a tutti. Perdonami la banalità di qualche esempio. Spero solo di aver raggiunto l’obiettivo.

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