Perché si parla di privacy

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Negli ultimi anni l’ordinamento giuridico di tutti i Paesi europei si è adeguato alle nuove necessità di sicurezza dei cittadini.

In passato si puntava alla difesa della proprietà. Solo dietro una lenta maturazione si è arrivati a riconoscere il diritto ad essere lasciati soli, cioè il diritto a non subire violazioni della propria sfera privata.

Dopo molti tentativi e varie modifiche, l’ordinamento ha raggiunto il proprio obiettivo, ovvero diventare uno strumento di protezione della riservatezza e da comportamenti invadenti di chi vuole violare questo diritto.

E’ stato creato, in pratica, un “fossato” di protezione (come per i castelli del passato) tramite il quale si è stabilito un confine nei confronti degli altri soggetti.

A prescindere dalla disciplina legislativa, la privacy è diventata innanzitutto un elemento psicologico, fortemente sentito e maturato da tutta la comunità.

L’avvento delle nuove tecnologie, poi, ha ulteriormente inasprito il problema. La facilità nel condividere informazioni ha scatenato una corsa frenetica alla diffusione, alla duplicazione dei dati, creando una “polveriera” che se non ben controllata, porterebbe a conseguenze disastrose.

La mancanza di una applicazione di questo diritto alla privacy comporterebbe conseguenze negative che limiterebbero fortemente la libertà dei cittadini, nessuno escluso.

Allo stato attuale, il diritto alla privacy, garantisce al singolo individuo il diritto di sapere chi sta raccogliendo informazioni sul suo conto e per quale finalità desidera utilizzarle. Il diritto di decidere se vuole consentire questa raccolta e l’utilizzo dei dati o negarlo, insomma un controllo completo, o abbastanza, della privacy.

Infatti, quando si parla di privacy si fa riferimento non solo al diritto alla riservatezza, ma anche al diritto di scelta sull’uso che altri facciano dei nostri dati personali.

Possiamo sentirci liberi solo quando non siamo sottoposti ad un costante controllo e condizionamenti. Per questo motivo la privacy è oggi considerata un presupposto fondamentale per esercitare tutti i diritti che lo Stato riconosce.

privacy

La legge sulla privacy

L’Italia, con la legge 675/1996 (modificata con il D.Lgs. 196/2003), aveva già affrontato il problema.

Il Regolamento UE 2016/979 entrato in vigore il 25 maggio 2018 ha riscritto le regole per il trattamento dei dati personali.

Con una norma comunitaria si è puntato perciò ad eliminare tutte le incongruenze e le diversità che i vari Stati avevano nei riguardi della protezione dei dati personali.

Essendo una norma sovranazionale, dovrebbe consentire di uniformare il quadro normativo tra i vari Paesi, in un settore particolarmente delicato.

Nel 2022 un’ altro passo importante è stato fatto nel restringere le modalità con cui possono essere trasmessi i dati. Presto dovremo adeguarci a queste nuove misure, non solo locali ma applicate globalmente.

Di fatto anche il 2021 è considerato un’ anno denso di provvedimenti riguardo la privacy. Ad esempio, Amazon è stato multato per 746 milioni di euro dall’Autorità lussemburghese e il Garante Irlandese ha richiesto a Whatsapp 225 milioni. Tutte multe dovute, a causa dell’improprio uso dei dati degli utenti.
L’Italia non è stata a guardare. Ha comminato al gruppo Tim 27,8 milioni di euro, a WindTre 16,7 milioni e a Vodafone Italia 12,25 milioni. Per non parlare dei 26 milioni di multa a Enel Italia, causa il telemarketing aggressivo e l’utilizzo dei dati senza consenso.
Nasce pertanto una nuova sfida da parte delle aziende di come raccogliere i dati, sempre basati sulla monetizzazione, ma dopo approfondite verifiche preliminari di conformità, nel rispetto delle leggi.

L’impegno c’è ma..

Il grande impegno nell’affrontare la questione della privacy va spesso a “sbattere” contro una problematica sempre più diffusa: i cyber attacchi.
I Ransomware, i malware e altri programmi infettanti sono sempre più in circolazione. Pertanto nasce il bisogno di una collaborazione tra i governi in modo da garantire una adeguata protezione, usando esperti del settore informatico all’altezza del compito.