Il Domain Name System (DNS) è una sorta di guida telefonica di Internet.

Quando accedi a internet lo fai usando il nome di un dominio in chiaro, come ad esempio www.denebola.it.

Facile da ricordare come i nomi di persona. Se dovessi utilizzare i numeri sarebbe tutto più complicato.

I browser Web invece interagiscono tramite indirizzi IP (Internet Protocol), ovvero con numeri e codici.

Il lavoro del DNS perciò è quello di trasformare i nomi di dominio in indirizzi IP, in modo che i browser possano navigare in rete.

Ogni dispositivo collegato a Internet è dotato di un indirizzo IP univoco, che altri dispositivi usano per trovarlo. I server DNS eliminano la necessità di memorizzare gli indirizzi IP, come anche i più recenti e complessi indirizzi IP alfanumerici (per esempio 2400:cb00:2048:1::c629:d7a2 in IPv6, difficile da ricordare).

In poche parole, quando desideri caricare una pagina web, deve avvenire una traduzione tra ciò che digiti nel tuo browser e l’indirizzo riconoscibile dal computer, che deve essere un codice (numero o alfanumerico).

Il DNS si occupa di tutto questo.

Il procedimento con cui avviene questa traduzione può essere abbastanza complesso per un neofita del PC pertanto non mi dilungherò nella spiegazione. Quello che è importante sapere è che la trasformazione del dominio in IP avviene attraverso diversi passaggi, tutti legati principalmente a un resolver DNS.

Che cos’è un resolver DNS?

Il resolver DNS è la prima tappa della ricerca DNS (le altre sono un andirivieni di richieste). In pratica avvia la sequenza di richiesta (query) che alla fine porta alla conversione di un URL (dominio) nel necessario indirizzo IP. E’ fondamentalmente un programma che risiede in un computer da qualche parte in giro per il mondo.

Pertanto se sentirai parlare di resolver DNS potrai dire sommariamente di sapere a cosa serve e cosa fa.

Concettualmente è semplice. Se vuoi approfondire l’argomento accedi a AWS.

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