È stato negli anni ’60 che i sismologi hanno scoperto un misterioso tremore regolare che si verifica in tutto il pianeta ogni 26 secondi. Ma nonostante siano passati 70 anni dalla scoperta, nessuno è ancora certo delle sue cause.

Viene chiamato respiro della Terra ed è il cuore pulsante del nostro pianeta. Un debole impulso – o microsismo nel gergo dei geologi – che lo scuote quasi ogni mezzo minuto.

“Se vuoi scoprire i segreti dell’universo, pensa in termini di energia, frequenza e vibrazione” -diceva Nikola Tesla, probabilmente il primo ad aver ipotizzato che tutto l’universo è energia. Tutto ciò che vedete sulla terra è costituito da una sostanza originaria da cui tutto procede e che, nel suo stato originario, permea, penetra e riempie gli spazi dell’universo.

La frequenza Schumann è una risonanza della vibrazione del pianeta, tenuta costantemente in osservazione dai Sismologi. La Frequenza Base della terra è di 7.83 Hz, una bassa vibrazione molto armonica come quella di base del nostro cervello, e del nostro Cuore, infatti l’Uomo in sintonia con il pianeta presenta lo stesso “Battito”. A volte si verificano dei picchi abbastanza inspiegabili. A Novembre si sono osservati picchi estremamente alti fino a 78/80 Hz.

Queste oscillazioni sono sempre più frequenti.

Il Pianeta Vibra sempre più in Alto. Essendo direttamente connesso al battito vitale di tutte le creature è indispensabile aumentare anche la Vibrazione Umana e vibrare in armonia con Esso.

Il battito cardiaco terrestre è stato individuato per la prima volta nel 1962, presso l’osservatorio geologico della Columbia University, dal ricercatore John Oliver. Questo si accorse che negli emisferi l’intensità delle pulsazioni varia a seconda della stagione. Riuscì anche ad individuarne la provenienza, ovvero un punto imprecisato nell’oceano Atlantico meridionale. Negli anni ’80, il geologo Gary Holcomb si rese conto che queste pulsazioni si accentuano al manifestarsi di tempeste. Un vero e proprio mistero che, stranamente, non ha interessato più di tanto scienziati e sismologi, tanto da essere stato archiviato per oltre due decenni.

Fino a quando nel 2005, il sismologo Mike Ritzwoller e il ricercatore Greg Bensen dell’Università del Colorado, decisero di vederci chiaro, riuscendo a localizzare l’origine della pulsazione: il Golfo di Guinea. Ma nonostante l’analisi dei dati e delle fonti, e l’approfondimento delle valutazioni di Oliver e Holcomb, nemmeno loro riuscirono a dare una spiegazione alla singolare pulsazione terrestre.

Nel 2011 fu uno studente della Washington University a restringere ulteriormente il luogo d’origine del battito terrestre, localizzandolo nella Baia di Bonny. Non solo, spiegò anche che il fenomeno sarebbe causato dalle onde che, colpendo la costa, smuoverebbero il fondo dell’oceano causando l’impulso. Una teoria che, tuttavia, non è stata approvata dai sismologi.

Esiste un’altra tesi sull’origine del respiro della Terra, valutata in Oriente, dove molti ricercatori sostengono che la fonte del battito possa essere dovuta a un’intensa attività vulcanica.

In particolare, il ricercatore dell’Istituto di geodesia e geofisica di Wuhan (Cina) Yingjie Xia, ritiene che l’origine della pulsazione sia da collocare nei pressi di un vulcano dell’isola di São Tomé nella Baia di Bonny.

Nonostante le ricerche effettuate nel corso degli anni, l’origine del battito cardiaco del nostro pianeta rimane ancora inspiegata.

Non si è ancora infatti compreso cosa abbia di diverso la Baia di Bonny da riuscire a provocare pulsazioni così regolari senza che mai si tramutino in eventi sismici più intensi.

Mike Ritzwoller, sismologo dell’Università del Colorado, ha raccontato a Discover Magazine che non appena hanno visto sui dati dell’allora laureando Greg Bensen, lui e il ricercatore Nikolai Shapiro hanno capito che c’era qualcosa di strano nel tremore intermittente.

Si sono messi al lavoro, analizzando i segnali da ogni possibile angolazione, analizzando i dati, controllando i loro strumenti e persino triangolando la fonte dell’impulso in una località nel Golfo di Guinea, al largo della costa occidentale dell’Africa.

Ritzwoller e il suo team non sono però stati in grado di spiegare cosa fosse in realtà.

Una teoria sostiene che sia causato dalle onde: quando le onde colpiscono la piattaforma continentale, la pressione potrebbe deformare il fondo sismico dell’oceano, provocando impulsi regolari.

Un’altra teoria sostiene che la causa sia l’attività vulcanica nell’area.

Nel 2013, Yingjie Xia, ricercatore dell’Istituto di geodesia e geofisica di Wuhan, in Cina, ha teorizzato che la fonte dell’impulso di 26 secondi fosse l’attività vulcanica, visto che l’origine del segnale era vicino a un vulcano dell’isola di Sao Tome.

Ma nessuna delle due teorie spiega in modo sicuro il tremore: se la causa sono le onde, perché l’impulso ogni 26 secondi si verifica solo nell’Ansa di Bonny?

Se la causa è vulcanica, perché non viene generato un impulso simile da ogni vulcano?

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