Nonostante i molti tentativi di risollevare le sorti del nostro Paese da parte di pochi illuminati stiamo per cadere nuovamente nelle mani dei soliti noti.
Non contenti dei danni fatti si rivolgono nuovamente e senza dignità alla popolazione con proclami altisonanti, riduzione di tasse (perché non lo hanno fatto quando al governo?), aumento di pensioni (mah!!!), taglio dei costi energetici (tante accise ma nessuno le abbassa) e, per finire, salvataggio dell’ ex Alitalia dalle mani di Draghi (???).
Ormai non mi stupisco più di niente ma il vero problema non sono loro ma coloro che li votano!!
Niente gira per il verso giusto in questo paese. Ovviamente tutto è costruito a tavolino in modo che la popolazione venga inondata da informazioni inutili e fuorvianti (così da non orientarsi più), da paure inesistenti (per poi essere loro e soltanto loro ad avere la soluzione in tasca), da distrazioni banali ma deleterie (grande fratello, calcio, trasmissioni di gossip, ecc.). Tutto questo mi fa venire in mente la lista delle 10 regole del controllo sociale, ovvero, strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico attraverso i mass media di Noam Chomsky. Qui riassumo brevemente:


1) La strategia della distrazione.
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.

2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato: Problema > Reazione > Soluzione.
Si crea un problema, una situazione prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi una violenza urbana, organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il sia il pubblico a richiedere leggi di sicurezza e politiche a discapito della libertà.

3) La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni consecutivi.
E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove, neo-liberalismo, furono imposte durante il decennio degli anni ’80 e ’90.

4) La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come dolorosa e necessaria, ma posticipandola.
E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato: primo, perchè lo sforzo non è quello impiegato immediatamente, secondo, perchè il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza di sperare ingenuamente che tutto domani andrà meglio (ANDRA’ TUTTO BENE!) e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo da più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e un’intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.

6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale.
Inoltre, l’uso del registro emotivo, permette di aprire la porta di accesso all’inconscio, per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile.

8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti. ( e i social network aiutano in questo)

9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione.
E senza azione non c’è rivoluzione.

10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli anni ’50 i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.
Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia della sua forma fisica che psichica.
Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Non c’è che dire, applicate lettera per lettera alla nostra situazione. E tutto questo a cosa porta? A gestioni assurde e fallimentari, a sprechi e furti, a “magheggi e intrallazzi”, insomma al caos economico. Se c’è una così grande evasione fiscale, se i politici rubano, se i dirigenti fanno fallire le aziende, se i raccomandati incapaci pullulano, forse qualche cosa non va.


E se i conti non tornano? Sicuramente non torneranno e il risultato è che stiamo andando verso un debito pubblico sempre più alto, a tasse che non si abbasseranno, ad aziende che falliranno… insomma un paese alla deriva giusto perché chi sta al potere ha sempre fatto i conti sbagliati e a proprio vantaggio. Ecco che possiamo dire che 2+2=5.
E anche questa volta gli italiani avalleranno questa somma catastrofica che li renderà più poveri, più fottuti ma…felici e contenti!

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