Le “API NERE”

Più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle, che garantiscono l’impollinazione, rischiano di scomparire; in particolare in Europa il 9,2% delle specie di api europee sono attualmente minacciate di estinzione (IUCN, 2015). Senza di esse molte specie di piante si estinguerebbero e gli attuali livelli di produttività potrebbero essere mantenuti solamente ad altissimi costi attraverso l’impollinazione artificiale. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.

La protezione degli insetti impollinatori, in particolare apoidei e farfalle è quindi di fondamentale rilevanza, poiché essi svolgono un importante ruolo nell’impollinazione di una vasta gamma di colture e piante selvatiche.

Le api forniscono inoltre preziosi prodotti dell’alveare quali: miele, polline, pappa reale, cera, propoli, veleno, da sempre utilizzati ed apprezzati dall’uomo.

La maggior parte delle piante di interesse agricolo necessita degli insetti pronubi per l’impollinazione. A causa di alcune scelte della moderna agricoltura come la monocultura, l’eliminazione delle siepi e l’impiego dei fitofarmaci, nonché l’alterazione e la frammentazione delle aree naturali, l’ambiente è divenuto inospitale per la maggior parte degli insetti pronubi.

Le ripercussioni che ciò avrà per gli ecosistemi del pianeta nei prossimi anni potrebbero essere molto gravi, poiché gli insetti sono la base strutturale e funzionale della maggior parte degli ecosistemi del Pianeta.

Cosa sono le api nere?

L’ape nordica (Apis mellifera), detta anche ape nera o marrone, è una sottospecie di api la cui esistenza documentata nella regione dell’Europa settentrionale risale a più di 8000 anni fa. Robusta e resistente ai climi freddi, è adattata a queste regioni.

Sono molte le ragioni per le quali le Api nere sicule si distinguono dalle altre. La prima è proprio il colore: questa varietà ha infatti un addome scuro, derivato dalle api nere africane che sono però molto più aggressive, una peluria giallognola e le ali più piccole, a differenza della tipica livrea giallo-nera dell’ape ligustica, la tipologia più diffusa in Italia.

Nata e sviluppatasi in Sicilia fino agli anni ’70, l’Ape nera sicula fu poi abbandonata dagli apicoltori locali che preferirono importare dal nord le api ligustiche, oramai ritenute lo standard in tutta Italia per la produzione del miele. Così l’Ape nera sicula rischiò l’estinzione, fino a quando Pietro Gendoso, entemologo e docente dell’Università di Palermo, la studiò e trasferì la passione per questa varietà di api a un suo studente, Carlo Amodeo che nel 2008 a Carini, in provincia di Palermo, ritrovò nella terra di un anziano apicoltore gli ultimi bugni (le casse usate come arnie) di Api nere sicule.

Le caratteristiche dell’Ape nera sicula

L’Ape nera sicula è un insetto molto docile e tranquillo, tanto che permette di effettuare le operazioni di smielatura a mani nude. Rispetto alle altre tipologie, queste api sono molto più resistenti alle temperature estreme, frutto di centinaia anni di acclimatazione. A differenza delle altre, queste api riescono quindi a produrre miele sia in inverno (mieli invernali rari come quelli di Carrubo, Nespolo e Mandorlo), sia in estate a più di 40 °C, temperatura limite per le altre varietà. Ma non solo: è molto resistente anche ai parassiti, ai pesticidi e consuma meno miele rispetto ad altre api.

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