Vediamo intanto cosa significa. E’ un acronimo inglese , HyperText Markup Language, che tradotto significa “linguaggio con marcatori per ipertesti”.

Intanto sembra che si tratti di un linguaggio (informatico). Sembra perché si autodefinisce linguaggio di programmazione, in realtà non lo è. Si tratta invece di un costrutto che utilizza dei “contrassegni” che indicano come disporre gli elementi all’interno di una pagina. Questi contrassegni (markup) chiamati tag, “avvolgono” la parte scritta dandogli una struttura, una forma, una posizione, e sono tradotti ed eseguiti da un browser web. Tutto questo avviene all’interno di ipertesti, ovvero di documenti che possono contenere, oltre a caratteri, anche immagini, video, musica e altro.

Perché si sente spesso parlare di HTML?

Perché è la base sulla quale vengono costruite le pagine web. Ovviamente vengono abbinati all’HTML tanti altri “soggetti” che cooperano affinché la pagina funzioni correttamente.

La nascita dell’HTML

Un fisico del CERN di Ginevra di nome Tim Berners Lee, nel 1980, sviluppò un sistema per raccogliere tutta la documentazione usata dal centro, in modo che le informazioni fossero centralizzate e collegate tra di loro. Il nome che fu dato a questo sistema era ENQUIRE. Era il predecessore di quello che oggi conosciamo come WWW (World Wide Web). Aveva però una limitazione legata al fatto che tutte le informazioni erano su di un solo computer, e si potevano aggiungerne di nuove solo collegandole a quelle preesistenti. In pratica ci doveva essere uno stretto rapporto con quelle già scritte.

Tim Berners Lee

Per superare questo limite si decise di costruire un browser web per navigare fra queste pagine, dotandolo di un linguaggio dedicato. Nel 1990 uscì la prima versione di HTML. Era semplice nella struttura e abbastanza lineare. Comprendeva pochissimi tag che specificavano come formattare il testo contenuto all’interno del tag stesso.

Uno dei primi tag usati, tra i pochi introdotti, era il tag h1. Il tag h (heading) si riferisce al carattere da mostrare a video, 1 invece alla sua dimensione. Per esempio,  <h1>Ciao mondo!</h1> fa comparire la scritta “Ciao mondo”, con la dimensione più grande tra quelle preimpostate.  I tag hanno una sintassi che prevede sempre l’apertura e la chiusura, con all’interno del testo di varia natura. Un browser legge i tag e sa che deve produrre un risultato predefinito dall’HTML. Questo sistema ha permesso di costruire pagine con una struttura simile fra di loro e anche replicabile in base ad uno standard.

I tag , nel corso degli anni, sono aumentati rapidamente di numero consentendo di gestire immagini, video, musica, pulsanti, tabelle, animazioni e altro.

Oggi lo standard dell’HTML è garantito da una associazione, il World Wide Web Consortium (W3C), che punta alla diffusione a alla accessibilità di questo “linguaggio” a livello mondiale.

E come funziona?

E chi lo sa! E’ un segreto!! No, sto scherzando!

Una pagina web è strutturata, solitamente seguendo degli standard ormai consolidati. Normalmente si divide in 3 parti: una di testa (head), un corpo centrale (body) e una di chiusura (footer).

All’interno di queste 3 sezioni vengono inseriti una serie di tag che definiscono come mostrare determinate informazioni, usando sempre tag di apertura e tag di chiusura.

Ad esempio, spieghiamo brevemente questo pezzo di codice:

<html>
    <head>
        <title>Esempio di codice</title>
    </head>
    <body>
        <p>Ciao mondo!</p>
    </body>
</html>

<html> indica l’inizio del codice HTML e come si vede, viene chiuso in fondo.

<head> è l’header della pagina. Questa sezione racchiude informazioni importanti per il funzionamento della pagina ma non mostrate durante l’esecuzione.

<title> è un titolo, dentro la sezione <head>.

<body> come già accennato, è il “corpo” della pagina, ovvero quella sezione dove verranno inserite tutte le informazioni che vorremo mostrare durante l’esecuzione del browser. Dentro <body> poi, è “annidato” il tag <p> per scrivere paragrafi di testo.

Manca il footer, ma talvolta viene omesso quando non indispensabile.

Il risultato di questo codice è quello di mostrare a video la scritta “Ciao mondo!”.

 Il solo HTML però non basta: se si vogliono scrivere pagine più complesse, è indispensabile abbinarlo ai fogli di stile CSS, a JavaScript, a JQuery, al PHP, a MySQL, ecc. Sarà pertanto indispensabile studiare tutti questi “soggetti” (alcuni sono linguaggi altri no), per poter avere la necessaria conoscenza su come creare siti web.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Translate »