Come si può ridurre il consumo di carne in Italia e tagliare le emissioni di CO2?

Il grosso delle emissioni inquinanti non è causato dal trasporto dei prodotti, bensì dalle emissioni di metano derivanti dal processo digestivo dei bovini e dall’impatto della deforestazione per fare spazio alle coltivazioni da cui si ricavano foraggio e mangimi.

C’è una leggera tendenza al ribasso nel consumo di carne, ma le cifre sono ancora alte. Quindi cosa si può fare di più? Quali sono i prodotti agricoli più dannosi? Soprattutto manzo e agnello biologici alimentati al pascolo. L’Italia deve ridurre l’assunzione di carne per evitare che clima peggiori, dicono gli esperti. Il futuro dell’agricoltura e dell’allevamento è sotto i riflettori mentre cerchiamo di cambiare il nostro rapporto con il mondo naturale. A livello globale, l’83% dei terreni agricoli è occupato dal bestiame e molti scienziati e attivisti stanno sostenendo una revisione del consumo di carne e latticini per liberare più terra per la natura e ridurre le emissioni.

Qual è la tendenza sul consumo di carne in Italia?

Sembra esserci una leggera tendenza al ribasso nel consumo di carne, ma le cifre sono ancora elevate. Un rapporto dello scorso anno ha rilevato che gli Italiani hanno ridotto il consumo di carne del 17% negli ultimi dieci anni (anche se altri dati suggeriscono che le persone mangiano più carne di quanto affermino!). La disponibilità di alternative a base vegetale – che sono passate dall’essere di nicchia ad ampiamente disponibili nella maggior parte dei grandi supermercati e ristoranti – ha guidato questo declino. Questa è certo una piccola vittoria per l’ambiente.

In generale, le scelte alimentari sono intuitive e le persone non pensano alla crisi climatica quando si aggirano tra gli scaffali dei supermercati. Il dottor Filippo Bianchi ( università di Oxford), che ha studiato i dati sul consumo di carne  ha descritto la scelta alimentare come governata dal nostro impulsivo “cervello di Homer Simpson”, non dal nostro razionale “sistema cerebrale di Einstein”.

Qual’ è un modo efficace per convincere le persone a ridurre il consumo di carne?

Una tassa sulla carne, potrebbe essere efficace, ma quasi tutti i sussidi governativi promuovono il consumo di carne. Nel Regno Unito, la migliore prova di come questo potrebbe funzionare è stata la tassa sull’industria delle bevande analcoliche che ha coinvolto principalmente i produttori e non il consumatore. Una tassa sulla carne incentiverebbe principalmente i produttori a mettere meno carne nei prodotti (ad esempio, una salsiccia potrebbe avere il 60% di carne invece del 70%), ma non c’è interesse da parte del governo per questa soluzione. Ci sono molte ragioni per questo, tra cui le pressioni dei gruppi di interesse che dicono che danneggerebbe il settore agricolo nazionale.

Che dire del taglio dei sussidi governativi per la produzione di carne?

Porre fine alle sovvenzioni che sostengono la produzione di carne potrebbe avere un impatto simile a quello di una tassa sulla carne sul prodotto finale. C’è stata un’iniziativa di successo guidata dal governo in Finlandia nel 1970 chiamata North Karelia Project, che prevedeva la fine dei sussidi lattiero-caseari e la collaborazione con gli agricoltori per coltivare bacche e colza. Il Regno Unito sta invece diminuendo le sovvenzioni per gli allevatori, tuttavia  c’è il rischio che così aumentino le importazioni di carne più economica dall’estero

Nelle scuole e nelle università, i pasti vegetariani potrebbero diventare un’opzione interessante. Questo normalizzerebbe il consumo di prodotti a base vegetale ed avrebbe anche il potere di cambiare le abitudini nelle nuove generazioni, convincendo le persone che le alternative alla carne in realtà piacciono. Il cambiamento del comportamento dei consumatori avrebbe un impatto su altri attori della catena alimentare e potrebbe influenzare sistemi sociali e ambientali più ampi.

Che dire della riduzione delle emissioni del bestiame?

Ci sono molti impatti ambientali e sulla salute ben documentati dall’allevamento di bestiame. I ricercatori sperano di affrontare uno di questi problemi: le emissioni derivanti dalla produzione di carne bovina. Un additivo per mangimi che può essere inserito nel cibo per mucche potrebbe ridurre le emissioni del 30%, secondo i ricercatori, ed è stato approvato per l’uso nell’UE. I ricercatori stanno anche cercando di allevare selettivamente bovini con minori emissioni di metano. Secondo una ricerca – che è ancora agli inizi – questo potrebbe ridurre le emissioni del 17% in una generazione.

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